Cronache di un’estate milanese

Cronache di un’estate milanese

Cavoli ragazzi, di tempo ne è passato dall’ultimo post qui sul blog. Non vi sto ad annoiare con le solite menate del tipo “ho troppo da fare” e “non ho mai tempo” perché, anche se si tratta della nuda e cruda verità, suonano sempre come scuse noiose. Quindi passerò subito al sodo, ovvero: che cacchio è successo in quest’ultimo mese e mezzo?? Lo racconto qui, sul blog che non si fila nessuno, giusto per mettere in ordine le idee e per ripassare un po’ la mia storia personale, specialmente quella dell’ultimo periodo che, strano a dirsi, è stato parecchio intenso ed indaffarato, sicuramente più del solito.

Siccome me la voglio tirare e non poco, perchè cavoli per la prima volta in tanti mesi ho davvero nelle news da raccontare (mamma mia non sono pronta!!!), propongo un breve sommario delle sezioni in cui dividerò il post, così chi si annoia e quitta senza arrivarci in fondo può tornare quando vuole e riprendere da dove ha lasciato:

Trasloco

Dopo l’università ho trovato subito impiego ma, nonostante lavori nella stessa città dove abito, raggiungere l’ufficio non era così facile come si sarebbe potuto immaginare, specialmente da dove ho abitato durante i miei anni da studentessa. Per Eugenio la situazione era ancora più critica, quindi si è deciso di cambiare zona e di trovare una nuova casetta da abitare in un quartiere che facilitasse ad entrambi il trasbordo casa-ufficio. Abbiamo cercato in lungo ed in largo per mesi interi mentre scadeva il contratto d’affitto nella vecchia casa. Ad un certo punto, dopo aver visitato decine di appartamenti sparsi un po’ ovunque ed aver fatto esperienze tutt’altro che edificanti, abbiamo finalmente trovato qualcosa che potesse andar bene: un’appartamentino un po’ più grande di quello in cui abitavamo, all’ultimo piano di una vecchia palazzina, in una zona piuttosto comoda per entrambi. Dopo un mesetto buono speso in trattative, contratti e pagamenti, a luglio abbiamo finalmente avuto modo di fare il nostro piccolo trasloco. Abbiamo aspettato che arrivasse la bella stagione e l’estate per fare questo lavoro, consci del fatto che quest’anno, per noi, di riposo ne avremmo visto ben poco. Infatti: trasloco, una piccola ed innocua parolina che nasconde un mondo di torture e sofferenze al suo interno; si tratta infatti di raccogliere innanzitutto tutte le proprie cose, e fin qui sembrerebbe quasi divertente se non fosse che ci si rende veramente conto di quanta roba si possiede e di quante cose potremmo effettivamente fare a meno; poi si passa ad inscatolare ed imballare tutto quanto, e non importa quante sporte, borse, valigie e scatole si abbia a disposizione, state sicuri che ce ne vorrà sempre qualcuna in più; per finire poi con il trasportare e trascinare ogni singolo pacchetto (senza contare i mobili che vanno smontati e resi trasportabili) lungo otto simpaticissime rampe di scale (sì, la casa nuova si trova in una palazzina così vetusta che non ha l’ascensore, ma sono dettagli trascurabili). A tutto ciò va sommato il coefficiente del “abitiamo comunque a 300km dal parente più prossimo” e quello del “non siamo nemmeno auto-muniti” che complicano ulteriormente la questione. Ringraziamo infatti l’infinita pazienza dei miei genitori che sono accorsi in nostro soccorso per aiutarci nell’impresa, e ringrazio infinitamente mio fratello ed Eugenio per aver trasportato ogni singolo pacco su per quelle scale infinite (mio fratello si è messo pure a contare quanti gradini ha fatto durante tutto il trasloco). Dopo due giorni ed una dozzina di viaggi in macchina avevamo effettivamente concluso la fase più spinosa del trasloco, alla quale poi sono seguite settimane di accampamento casalingo e di svuotamento pacchi con annesso ri-assemblaggio mobili, esauritesi solo di recente.

Casa Nuova

La nostra nuova casetta, poco prima del trasloco

Alla volta di agosto la situazione è tornata alla normalità, anche se mancano ancora all’appello gli ultimi dettagli.

Matrimonio

No, non il mio. E ci mancherebbe. Ma quello della mia adorata cugina. Non appena sono venuta a conoscenza della cosa, ho preso subito i biglietti per tornare a casa così da non mancare all’evento (biglietti tra l’altro piuttosto costosi, ndr). Si è tenuto il pomeriggio del 30 luglio; a casa faceva un caldo discreto ma cosa volete: i matrimoni sono sempre matrimoni.

Siccome ho deciso che oggi sono una che se la tira, vi piazzo una foto del mio look da cerimonia sfoggiato per l’occasione (ed opportunamente instagrammato): sta un po’ a metà tra il “sono sicura che con questo caldo il trucco scioglierà in 3,5 nanosecondi netti, quindi meglio non abbondare” ed il “porcamiseria non ho nulla da mettermi ma aspetta… da dove esce questo vestito?“.

Purtroppo non posso aggiungere nulla più di quanto non abbia appena detto e mostrato, perchè sono dell’idea che certe cose siano fin troppo intime e delicate e costituiscano argomenti che non ritengo opportuno vengano lasciati alla mercé di chiunque qui, sul nudo web. Chi mi conosce sa già tutto ciò che c’è da sapere, per gli altri… beh: viva gli sposi.

Agosto

Agosto è arrivato ormai da due settimane e tutto il mondo è andato in ferie: tutti tranne noi due. Andare in ufficio giorno, dopo giorno, dopo giorno, sta diventando un pelo pesante ma non resta altro da fare che tenere duro, perché le ferie arriveranno anche per noi, anche se solo verso il mese di settembre. Abbiamo deciso di andarci così tardi per una questione di “gente”: tendenzialmente ad agosto sono tutti in ferie ed ovunque si vada si rischia sempre di immergersi nella stessa bolgia di gente che si voleva lasciare in città, mentre devo dire che in questi ultimi giorni persino Milano si è un po’ svuotata ed è diventata sicuramente più vivibile. Certo, di gente rompicoglioni ce n’è davvero troppa perché sparisca tutta dalla circolazione, ma ci possiamo accontentare.

In ufficio il rapporto con i clienti è sempre più difficile, specialmente durante le settimane di agosto dove, in teoria, i problemi dovrebbero diminuire. Ma credo che la questione sia che la gente è isterica perché le tocca di rimanere in ufficio mentre su Facebook/Instagram/cacchionesò nessuno perde l’occasione di ricordare che sono tutti coi piedi a mollo nell’acqua cristallina della Sardegna od in vacanza a Singapore e si divertono tutti che porcamiseria sembra che non si siano mai divertiti così tanto durante gli 8 mesi precedenti. L’unica è portare pazienza, perché se siete ancora in ufficio voi ci sono pure io, e vi sono vicina… quindi non c’è assolutamente bisogno di ringhiare ed abbaiare e fare gli scorbutici!

Per chi rimane in città, comunque, le cose da fare ed i luoghi (nuovi o sconosciuti) da visitare certamente non mancano. Si diventa un po’ turisti in un posto che tutti il resto dell’anno altro non è se non il buco di c**o del mondo dove per diverse ragioni ci si è ritrovati a vivere. Eugenio ed io ci stiamo impegnando in questi ultimi tempi a cercare Pokèmon con Pokèmon Go in giro per la città (io solamente nel fine settimana, lo giuro!) e la cosa ci porta spesso e volentieri ad esplorare gli angoli di Milano più verdi e “freschi” che riusciamo a trovare. Poi con la macchina fotografica al seguito si presentano sempre ottime occasioni per scattare qualche nuova posa. E per concludere la giornata al meglio, perchè non fare una capatina dal proprio piadinaro di fiducia??

Sciocchezze a parte, le uniche note positive nel rimanere in città quando tutti quanti se ne vanno e tutti i negozi chiudono è il silenzio della gente assente ed il fatto che settimana prossima arriva il nostro nuovo divano. Beh, a dire il vero è il nostro primo divano. Non vediamo l’ora che arrivi per completare l’arredamento della nostra nuova casina. Poi potremo andare in vacanza pure noi. Dove? Beh, sono sicura che se mi seguirete sui social (tipo Instagram) lo verrete presto a sapere. Vi lascio comunque un indizio: il dolce tipico è una mega torta guduriosa e sofficiosa tutta cioccolata e marmellata. E penso me ne mangerò almeno una tonnellata.