La mia hair story, tra colorazioni fuori dal comune e capelli più o meno rovinati

La mia hair story, tra colorazioni fuori dal comune e capelli più o meno rovinati

Non potete capire da quanto tempo ho in gestazione questo articolo!! La verità è che in termini di “hair story” ho veramente poco da raccontare, tuttavia quel poco vorrei raccoglierlo all’interno di un post che serva a me da monito per evitare di cascarci di nuovo (il guaio è che ancora non ho deciso se sto scherzando oppure no, ndr) e che possa magari tornare utile ad altri per conoscere in anticipo cosa può attenderli qualora decidessero di intraprendere la mia stessa strada. Quindi preparatevi ad una cronistoria curiosa ed affascinante sulla storia abbastanza banale dei miei capelli, che in realtà ha avuto una drammatica impennata solo negli ultimi anni… ma per saperne di più, continuate a leggere l’articolo, mi raccomando!

I miei capelli fino al 2013

I miei capelli sono sempre stati… beh, dei banali spaghetti castani. Mi spiego meglio: da bambina portavo i capelli a caschetto, il più delle volte, e sono sempre stati super lisci. Il mio colore naturale è un castano abbastanza scuro, senza particolari varianti o riflessi. Con in senno di poi devo dire che oggi più che mai adoro il colore dei miei capelli e forse è anche per questo motivo che durante tutta la mia adolescenza non ho mai desiderato cambiarlo veramente, nemmeno una volta, o per lo meno mai con i classici colori “alternativi” tra cui, ad esempio, il biondo (che mi sta veramente malissimo, lo vedrete più avanti, ndr). Dai 10/11 anni in avanti, poi, decisi di portarli sempre cortissimi: oggi il taglio si chiamata “pixi cut” ma all’epoca era il “taglio alla maschietta” e li ho sempre portati così sino ai 19 anni quando ho deciso di farli crescerere un po’ (perchè “quanto sono belli i capelli lunghi, mamma mia!!” E così ho voluto provare…, ndr). Ho portato pazienza per qualche anno fino a raggiungere una ragguardevole lunghezza ed è stato in quell’occasione che ho scoperto che i miei capelli, ad un certo punto oltre le spalle, diventano mossi. Inutile dire che attorno ai 22 anni, non potendone più di capelli così lunghi e impegnativi, decisi nuovamente di darci un taglio tornando alla mia comfort zone, ovvero al capello corto che più corto non si poteva. Ed è stato così fino al recente 2016, dove incomincia la nostra storia di tinte pazze a manetta, ma per conoscere questa storia dovrete aspettare ancora un paragrafo.

Hennè, amore ed odio

Nel 2012 mi sono trasferita a Milano ed ho iniziato la mia vita da studentessa fuori sede. Era già qualche tempo che covavo in me la recondita voglia di utilizzare l’hennè per tingere “provvisoriamente” i miei capelli di rosso, così ho preso coraggio e sono andata in erboristeria a fare acquisti. Documentandomi poi sul web, imparare ad usare le tinture a base di hennè è stato davvero un gioco da ragazze: è incominicato quindi il mio periodo da “finta rossa” che è durato 2 o 3 anni durante i quali ho comunque continuato a portare i capelli corti ma tingendoli regolarmente con l’hennè rosso vivo.

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Su questo periodo della mia hair story non spenderò altre parole, perchè tempo fa scrissi un articolo in merito dove spiegai per filo e per segno la tecnica che usavo e tutto l’occorrente di cui bisognava disporre per sopravvivere al trattamento. Concluderò dicendo che a mal in cuore ho dovuto abbandonare questa pratica a causa del prurito bestiale che provavo costantemente sulla cute, dovuto al picramato che, spesso presente all’interno dell’hennè commerciale per rendere il colore rosso più vivo, mi dava evidentemente allergia causandomi un prurito davvero fastidioso. Inutile dire che il prurito è sparito così come ho smesso di utilizzare l’hennè per tingere i capelli. E da quel momento, lo ammetto, non sono più tornata sui miei passi.

Il mio periodo blu

Nel 2016 lavoravo da poco meno di un anno quando, assime ad Eugenio, sono stata a Vienna per le vacanze estive. Una sera, mentre mi addormentavo, mi è improvvisamente tornato alla mente un pensiero che avevo covato a lungo, soprattutto da ragazzina: e se mi tingessi i capelli di blu? Una volta tornata a Milano non ho perso tempo ed ho subito preso appuntamento dalla parucchiera per dare seguito a questo mio desiderio così, dopo 5 infinite ore di decolorazione, sono tornata a casa con le punte dei miei capelli blu. Il mio periodo blu è durato qualche anno, passando pian piano per il turchese e concludendo in gloria con il fucsia.

Il mio periodo blu

Il mio periodo turchese

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Come vi ho già detto, i miei capelli sono naturalmente castano scuro con una struttura abbastanza spessa. Ho sempre avuto tanti capelli e tutti molto “grossi”, quindi per poterli tingere di colori come il blu ed il fucsia sono dovuta passare forzatamente per una decolorazione. Lo dirò qui prima di dimenticarmene completamente: attualmente le tinte di questi colori un po’ innaturali non sono vere e proprie tinte ma più balsami o shampoo colorati, questo significa che non sono permanenti e che per attecchire hanno bisogno di capelli per forza decolorati. Sui capelli sani, anche se biondo chiaro, non prendono. Io di decolorazioni non ne avevo mai fatte prima in vita mia ma, in questa occasione, ho scoperto che i miei capelli, per raggiungere il candore necessario perchè le tinte colorate prendessero, avevano bisogno di ore su ore di decolorante. E va da se che sottoporre i propri capelli ad una seduta dalla parrucchiera estenuante per una decolorazione totale non è esattamente una buona idea, anche se si tratta solamente delle punte… ma ahimè i veri problemi sono arivati solamente in seguito. Quindi, il mio primo suggerimento è: pensateci molto bene se volete provare l’ebbrezza dei capelli color pappagallo, perchè ottenerli non è un procedimento facile e rovinare i capelli è un rischio che si corre sempre, soprattutto in caso di capelli fini e delicati. Dopo la decolorazione si è poi trattato di applicare il balsamo colorato, lasciarlo agire per una mezz’ora (anche qui, più lo tenete in testa più si fisserà ed il colore diventerà intenso) e poi sciacquare sotto l’acqua corrente.
Il blu è durato sui capelli almeno un mese prima di scaricare quasi completamente e richiedere, quindi, un ritocco casalingo; il turchese è stato il più longevo anche perchè, con l’esperienza, ho imparto che i colori che contengono molto pigmento verde sono i più difficili da far sparire; mentre il fucsia, che ho adorato alla follia, durava appena una settimana.
Per i ritocchi di colore non sono mai tornata dalla parrucchiera ma ho sempre fatto da me. Ho acquistato le tinte direttamente su Amazon e mi sono sempre trovata molto bene.

2017, il ritorno alla normalità

Dopo quasi un anno e mezzo di capelli dai colori abbastanza discutibili, ho deciso di tornare nel mondo delle persone normali (ed un po’ noiose) smettendo con i colori vivaci ed optando per il mio castano di sempre. Ho scelto quindi di ri-colorare le punte decolorate così da uniformare il colore omai disastrato dei miei capelli.

Le mie orrende punte bionde (foto sfocatissima ma è per rendere l’idea)

Per raggiungere un risultato ottimale sono andata prima dalla parrucchiera la quale, dopo diversi problemi di comunicazione e comprensione, mi ha fatto una tinta più o meno permanente sulle punte bionde. Credevo, nella mia infinita ingenuità, che questa tinta sarebbe stata risolutiva ed invece col passare del tempo (e dei lavaggi, ndr) il biondo continuava a tornare donandomi quell’orrendo aspetto di chi ha usato violenza sui propri capelli e ci ha messo una pezza tanto al chilo, cosa assolutamente non soddisfacente.

Sembra fatto apposta, ma è il risultato della prima tinta castana

Per rimediare ho deciso di utilizzare delle tinte riflessanti, anche queste teoricamente temporanee, conosciute più comunemente come Garnier Movida ed acquistate da Caddy’s. Prima sono passata per un riflessante rosso mogano, poi ho optato per un castano scuro che, in maniera totalmente inattesa, ha non solo uniformato alla perfezione il colore dei miei poveri capelli, ma ha risolto permanentemente il problema delle punte bionde.

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Da quel momento non ho più toccato il colore dei miei capelli.

I postumi feroci della decolorazione

Non è per vantarmi ma non ho mai avuto grossi problemi di capelli secchi o difficili da pettinare, salvo dopo questa drammatica esperienza di decolorazione. Nonostante il colore sia tornato quello naturale, le punte che hanno subito la decolorazione tendono ad annodarsi ed a spezzarsi con facilità, in occasione di ogni lavaggio. Ho imparato quindi a prendermi cura di questi danni incurabili utilizzando maschere idratanti e balsami nutrienti così da rendere più facile la gestione delle lunghezze, in attesa di tagliare definitivamente la parte decolorata così da tornare ad una chioma il più possibile sana e forte.

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Ragazzacci, spero che questo post vi abbia tenuto compagnia e vi abbia dato alcuni spunti su cosa non fare per rovinare i votri capelli! Per ogni domanda, dubbio o curiosità sapete che potete lasciarmi un commento oppure twittarmi qualcosa o scrivermi per posta, a vostro piacimento! Sarà mia premura e gioia, come sempre, rispondervi quanto prima! Grazie per avermi letto ed a risentirci prestissimo con un nuovo post!