I miei 5 videogame preferiti di sempre

Ciao a tutti e buon anno nuovo!!! Eccomi di nuovo qui con un post fresco fresco di giornata! Oggi voglio raccontarvi un po’ della mia anima nerd, che non saprei nemmeno se sia corretto definire così. In realtà ho sempre adorato giocare con i videogame, fin da quando, all’età di 7 anni, misi le mie piccole manine sul primo computer che mio padre portò a casa. Per questo motivo credo sia improprio definirmi nerd, sono semplicemente un’appassionata che, per quello che ha potuto, non si è fatta mancare del sano divertimento videoludico durante l’infanzia e la conseguente adolescenza (e nemmeno ora che sono adulta, anche se il tempo da dedicare a questo hobby ormai è sempre meno). Nel post di oggi vorrei elencare i 5 videogame che ho adorato più di ogni altro nel corso della mia vita. Stilare una classifica è stato difficilissimo perchè, ad essere sincera, praticamente tutti i giochi a cui ho giocato mi sono piaciuti da morire. Ora, non aspettatevi una classifica corredata di voti, statistiche ed informazioni di contorno ultra-precise, ma godetevi bensì il racconto di come ho vissuto l’esperienza di questi videogame e del perchè ritengo siano i migliori giochi (per PC e console) ai quali ho giocato e che, se potessi, rigiocherei sempre d’accapo senza stancarmi mai: inutile dirlo, per molti di questi una volta sola non mi è proprio bastata!! Attenzione: la seguente non sarà una classifica ma elencherò i 5 titoli in ordine cronologico, ovvero nell’ordine in cui li ho scoperti e giocati durante la mia vita. Sono tutti e 5 i miei giochi preferiti di sempre, quindi è quasi impossibile decidere quali tra questi è il mio preferito in assoluto. Anche se…

Jedi KnightJedi Knight: Dark Force II. Questo è uno dei primissimi giochi che ho avuto il privilegio di provare e del quale, tra tutti quelli della mia classifica, ho il ricordo più pallido e remoto. I miei genitori (mia madre prima di tutti, ad onor del vero) sono sempre stati grandi appassionati di Guerre Stellari (già, negli anni ’90 in Italia nessuno lo chiamava Star Wars) quindi la nostra collezione di vecchi videogame in tema è piuttosto vasta. Tra tutti i giochi del genere quello che mi è piaciuto sicuramente più di tutti è Jedi Knight (conosciuto, si fa per dire, anche con il nome di Dark Force II). All’epoca avevo sì e no 10 anni ed il gioco era totalmente in inglese, su CD-ROM solamente per Windows 95. Inutile dire che non ci capivo niente!! Ma ci giocavo volentieri e la storia (che non ricordo) comunque riuscivo ad intuirla. Una caratteristica di questo prodotto che mi ha veramente conquistata era il fatto che, a livello di storia, ad un certo punto si era obbligatoriamente chiamati a scegliere se aderire al lato chiaro oppure al lato oscuro della Forza, e la scelta fatta influiva in maniera determinante sul procedere della storia e sull’evolversi del gioco stesso. E’ stata la mia primissima esperienza di videogame che si “adattava” alle scelte del giocatore e, inutile dire, senza saperlo all’epoca già stravedevo per questa tipologia di intrattenimento.

Tomb RaiderTomb Raider: The Last Revelation. Ok, qui si fa sul serio. Ero già più grandicella, di un’età compresa probabilmente tra la fine delle elementari e l’inizio delle scuole medie. Giocavo davvero a qualsiasi cosa ed ad un certo punto compare questo fantastico videogame: Tomb Raider. Mi ero già macinata demo su demo di altri capitoli della saga (probabilmente il primo, con quel livello al cardiopalma con il tirannosauro ed i velociraptor, per intenderci) e già adoravo letteralmente il mondo di Lara Croft. Ma in Tomb Raider: The Last Revelation (colloquialmente chiamato anche Tomb Raider 4) si parlava di antico Egitto, divinità e leggende egizie, e ragazzi… era fantastico! Un videogioco lunghissimo che constava di una 40ina di livelli uno più difficile e spietato del precedente, con momenti di pura adrenalina ed ambientazioni che mettevano letteralmente i brividi (il Cairo vi dice niente?), con mini-boss spietati (i miei preferiti erano il Minotauro con il martello ed il Toro che caricava a testa bassa), enigmi incredibili e geniali, insomma… era spettacolare. Questo è un gioco che ho giocato più e più volte, la versione di cui disponevo era in italiano quindi la storia si capiva perfettamente e la si poteva apprezzare nella sua pienezza.

Dark CloudDark Cloud. Il mio primissimo amore su Play Station 2. Un gioco che non conosce nessuno, difatti è un gioco veramente demenziale ma che mi ha catturato fin dal primo momento in cui lo vidi in demo. Assieme alla Play era compreso direttamente nella confezione un disco contenente una serie di videogame in prova sul quale era presente anche questo gioco, al quale nessuno avrebbe dato una lira: nonostante tutto, ricordo di aver consumato quel disco a forza di giocare il primo livello del primo dungeon milioni di volte. Poi, anni a seguire, riuscii a trovare il gioco originale in un mercatino dell’usato. Da allora è stata follia pura. Il gioco consisteva nel ricostruire una serie di villaggi distrutti dall’antagonista di turno. Il giocatore impersonava l’eroe della situazione ed il primo villaggio da ricostruire era proprio il suo: per farlo, l’eroe doveva introdursi nei dungeon vicino ai villaggi, combattere tutti i mostri che vi si annidavano, salvare gli abitanti e recuperare gli edifici dei villaggi per poi ripopolare le zone depauperate disponendo abitazioni e locali così come richiesto dagli abitanti stessi. Il gioco era completamente in italiano ed era piuttosto longevo, l’ho giocato almeno due volte di fila. L’ambientazione fantasy mi attirava tantissimo e, forse complice l’età (all’epoca avevo 12/13 anni), non riuscivo a smettere di giocarci.

Final Fantasy XFinal Fantasy X. Per la Playstation 2 ho avuto modo di giocare a molti giochi, tutti molto carini e che mi hanno divertito ed intrattenuto moltissimo. Poi, ad un certo punto, è comparso Final Fantasy X. Non avevo mai visto un Final Fantasy prima di allora, quindi è stato il mio primo amore della saga. La storia credo la conoscano tutti ormai, ma in soldoni il giocatore impersona Tidus, un’annoiato e giovane atleta che viene strappato alla sua vita da star del blitzball da una misteriosa forza cosmica, il quale si trova catapultato in un mondo sconosciuto, quasi un universo parallelo, nel quale viene a conoscenza di una serie di verità (su la vita, l’universo e tutto quanto, cit.) che lo sproneranno durante il gioco a scoprire se stesso. Chi ha giocato a questo titolo sa che è difficile descrivere la storia del gioco senza fare anticipazioni o rischiare di snaturarne il senso, personalmente la prima volta che ci ho giocato non ci ho capito veramente nulla. Ero giovane, avevo sì e no 12 anni, ma solamente da adulta (attorno ai 22 anni) sono riuscita a godermelo appieno assecondando la natura e le dinamiche del gioco. La storia in realtà è molto matura e, come in tutti i Final Fantasy vecchio stile, fare “esperienza” è l’unica chiave per il successo. Il mio personaggio preferito? Auron. Sono attualmente ad un passo dalla fine del gioco ma credo che non avrò mai il coraggio di terminarlo. Sapete, ci sono cose nella vita che vorremmo non finissero mai tanto ci siamo affezionati, ed alla fine rimangono sempre in sospeso per paura di assistere davvero alla loro conclusione: questa per me è una di quelle. Non saprò mai come andrà a finire la storia, ma sono contenta così. Non vorrei mai assistere alla fine di un gioco che ha segnato per anni la mia vita e che rimarrà per sempre un intimo ricordo della mia gioventù.

OblivionThe Elder Scrolls IV: Oblivion. Quando acquistammo la XBox360, con essa debuttò anche questo meraviglioso titolo. Non appena iniziai a giocarci mi si aprì un intero mondo dinnanzi, non solo metaforicamente parlando. Sì, Skyrim è bellissimo… ma Oblivion è insuperabile!! A prescindere dalla storia principale del gioco, ho adorato follemente perdermi nelle side-quest ma, sopra ogni cosa, esplorare l’enorme continente di Cyrodiil in totale autonomia. Mi sono sentita padrona del gioco come mai prima di allora ed è per questo che Oblivion credo sia uno dei giochi che ho amato più follemente in assoluto. Un gioco dove il giocatore fa e diventa quello che vuole diventare, reagisce alle situazioni come meglio crede ed è completamente padrone di fare del bene o del male a piacimento. Ho adorato la personalizzazione estrema del personaggio giocante, la varietà di armi ed abbigliamento, il poter cavalcare un cavallo (che puoi perdere e che può pure morire!) per esplorare a briglie sciolte praterie e vallate, rovine e foreste, senza alcun freno e senza alcun limite. La grafica era spettacolare per l’epoca (l’ho giocato durante le scuole superiori), l’alternanza di giorno e notte dava un ulteriore tocco di realismo a tutto quanto. C’è chi potrebbe trovare tutta questa autonomia un po’ dispersiva, ma io credo sia una delle caratteristiche più pregevoli di questo e dei titoli simili a questo. Un videogame davvero impareggiabile, che, posso tranquillamente dirlo dall’alto delle mie 200 ore di gioco, sono enormemente contenta di aver potuto provare.

Ed ecco fatto!! Ad oggi posso dire che questi 5 videogame rimarranno senz’altro il caposaldo della mia gioventù, perchè giocandoci e perdendomi nei loro meandri ho passato lunghi pomeriggi e bellissimi momenti. Ancora oggi passo diverso tempo tra altri videogame più moderni, perchè fondamentalmente adoro giocare e distrarmi in questo modo. E finchè avrò modo e tempo non perderò mai questa abitudine. Complice anche Eugenio che me ne fa vedere di tutti i colori e rimanere indifferente, potete immaginarlo anche voi, diventa davvero difficile!

Leggine un altro!

Agnese Farinelli Written by:

Volevo nascere figa, invece mi hanno fatto intelligente.